Yanxin Liu

Yanxin Liu, laureata in Geographic Information System presso la China University of Geosciences di Pechino. È attualmente dottoranda alla China University of Geosciences di Pechino e sta svolgendo un periodo di ricerca sul calcolatore di economia circolare per misurare i progressi di strategie di economia circolare urbana presso l’Università Parthenope di Napoli tramite borsa di dottorato valida da settembre 2019 a settembre 2020.

In che modo il progetto “Analisi del metabolismo di conglomerati urbani e della strategia cooperativa dell’economia circolare” si integra con la Sua formazione alla ricerca?
L’economia circolare urbana è un argomento molto utile e interessante, che potrebbe aiutare le città a svilupparsi al meglio in una prospettiva di maggiore sostenibilità. La mia ricerca utilizza principalmente alcuni software e modelli avanzati per valutare i benefici ambientali ed economici dei pattern innovativi di produzione e consumo negli ecosistemi urbani. L’economia circolare non sta solo nel riciclare rifiuti e residui, ma anche nel rigenerare l’ambiente mediante un uso appropriato delle risorse ambientali di base.

Quali sono i Suoi contributi specifici alle attività di ricerca del progetto? Quali sono le possibili applicazioni di questa ricerca per il futuro?
Nel mio lavoro ho valutato l’impatto ambientale ed economico del piantare più alberi nelle città (sviluppo delle foreste urbane). Gli alberi generano benefici in termini di qualità dell’acqua e dell’aria per varie ragioni, traducendosi in un incremento della salute e del benessere della popolazione che vive nelle aree urbane (oltre alle altre specie). Ciò può anche essere quantificato in termini di benefici monetari, ad esempio, spese ridotte per riparare i danni. La ricerca, in collaborazione con altri ricercatori dell’Università Parthenope, riguarda nello specifico la Città Metropolitana di Napoli. Ho presentato i nostri risultati al “Festival della Scienza 2019” di Genova. Sto anche lavorando ai benefici ambientali del miglioramento della produzione e dell’uso del ferro e dell’acciaio con un maggiore riciclaggio di questi materiali nei settori dei trasporti e dell’edilizia.
Credo che comunicare questi potenziali benefici potrebbe aiutare il pubblico a rendersi conto che l’integrità ambientale e l’economia circolare urbana sono davvero importanti e molto vicine alla nostra vita. Questa ricerca è significativa perché potrebbe essere un riferimento per i responsabili delle politiche urbane, i dirigenti e gli investitori. I risultati della ricerca potrebbero aiutare a prendere decisioni migliori ed evitare potenziali rischi.

Durante il progetto sta portando avanti un periodo di ricerca in Italia. Come valuta la Sua esperienza italiana? Cosa ha portato alla sua formazione e sviluppo professionale?
L’esperienza italiana è eccellente, soprattutto prima del Covid-19, quando era ancora permesso di stare all’aperto. Ho incontrato molte persone simpatiche e cordiali, facendo amicizia con alcuni italiani. Mi piace molto la vita qui. Riguardo la mia formazione, l’opportunità di lavorare con ricercatori molto motivati ed esperti, coordinati dal mio attuale supervisore, il prof. Sergio Ulgiati, mi aiuta ad approfondire nuovi aspetti dell’interazione ambientale e sociale. Inoltre, questa ricerca fa parte di un progetto collaborativo tra Cina e Italia che rappresenta un’opportunità per unire le due Università e le due culture e stili di vita. Questa è un’esperienza che arricchisce.

Quali sono secondo Lei gli aspetti più interessanti del sistema italiano per una giovane ricercatrice cinese?
Penso che l’aspetto più interessante sia la libertà accademica, che è anche uno dei punti più affascinante. Quando sono arrivata all’Università Parthenope sono stata sorpresa dall’incontro di persone che hanno discussioni accademiche ad ogni momento ed ovunque, anche fuori dalle aule. Credo che questa atmosfera possa promuovere lo sviluppo della ricerca accademica italiana in modo ottimale e veloce, specialmente per le giovani generazioni.

Lei è arrivata in Italia nel momento esatto dell’emergenza legata al Covid-19, come ha fronteggiato questo periodo?
Ad essere sincera, all’inizio ero un po’ ansiosa e spaventata. Ma presto mi sono risollevata perché il mio professore e i miei colleghi mi contattavano spesso. Mi hanno dato molte attenzioni e mi hanno fatto capire che non sono sola anche se vivo in un paese straniero. Ora spero solo di poter tornare presto alla vita normale e tornare a mangiare la pizza in compagnia.