Yanfeng Lyu

Yanfeng Lyu, laureata in Agricultural Resources and Environment e dottoranda del College of Environmental Sciences della Sichuan Agricultural University (Chengdu), sta svolgendo un periodo di ricerca sui risvolti ambientali di pratiche circolari urbane presso l’Università Parthenope di Napoli (borsa China Scholarship Council-CSC, settembre 2019- settembre 2020)

In che modo il progetto “Analisi del metabolismo di conglomerati urbani e della strategia cooperativa dell’economia circolare” si integra con la Sua formazione alla ricerca?
La mia ricerca fa parte di una piccola branca dell’economia circolare che si occupa principalmente di fornire metodi di calcolo dei valori emergetici (unit emergy value-UEV) di base per la valutazione dell’economia circolare utilizzando il database Ecoinvent che fornisce dati input-output di base dettagliati per migliaia di processi di produzione. L’obiettivo è valutare accuratamente la sostenibilità ambientale.

Quali sono i Suoi contributi specifici alle attività di ricerca del progetto? Quali sono le possibili applicazioni di questa ricerca per il futuro?
Il mio lavoro principalmente consiste nell’utilizzare il database Ecoinvent per aggiornare i valori emergetici di base che sono alla base della valutazione dell’economia circolare. Negli ultimi vent’anni i processi di produzione hanno sperimentato nuove tecnologie innovative, ma i valori emergetici di diversi prodotti non hanno tenuto il passo con l’innovazione tecnologica. Speriamo di poter fornire metodi di calcolo efficienti per calcolare i valori emergetici e cambiare la scelta dei ricercatori circa i valori di unità emergetica nell’analisi dei valori emergetici.

Durante il progetto sta portando avanti un periodo di ricerca in Italia. Come valuta la Sua esperienza italiana? Cosa ha portato alla sua formazione e sviluppo professionale?
È un’esperienza indimenticabile per me, non solo a causa del Covid-19, ma anche per l’incontro con bravi professori, colleghi e l’ospitalità degli italiani. Sono tre gli aspetti che hanno guidato il mio periodo di formazione e sviluppo professionale. Il primo è il lavoro di tutor del Prof. Ulgiati e del Prof. Zhang; Il secondo è l’interesse nella ricerca scientifica e il terzo è il supporto ricevuto dalla famiglia e dagli amici.

Quali sono secondo Lei gli aspetti più interessanti del sistema italiano per una giovane ricercatrice cinese?
Ciò che mi affascina di più è l’incoraggiamento e l’aiuto dei professori più esperti verso i giovani studiosi riguardo le tesi, il coordinamento dei progetti e le relazioni interpersonali.

Lei è arrivata in Italia nel momento esatto dell’emergenza legata al Covid-19, come ha fronteggiato questo periodo?
Durante il periodo di emergenza sanitaria, la mia routine quotidiana ha previsto il lavoro da casa, la lettura, la cucina e l’esercizio fisico. Ho letto in lingua italiana ‘L’Amica geniale’. Mi sono esercitata 3 o 4 volte alla settimana nel salto alla corda e nella pratica dello yoga. Ma, l’attività che ho preferito, è stata quella di esercitarmi nella cucina italiana, adoro il cibo italiano, la pizza margherita, la mozzarella e i salumi.