Liu Gengyuan

Gengyuan Liu, Ph.D, Professore Associato, School of Environment, Beijing Normal University.
Direttore dell’Istituto di Ricerca Ecologica Urbana. I suoi interessi di ricerca sono focalizzati sulla pianificazione e gestione ecologica urbana, analisi Emergetica, economia a basse emissioni di carbonio, collegamento energia-acqua-cibo. È stato anche direttore del Center of Advances in Cleaner Production Network, Regional Center: Asia, Africa e Oceania, e segretario capo della International Society for Advanced Emergy Research.

Professore, qual è il ruolo specifico della Beijing Normal University nel progetto e quali sono i risultati attesi?
L’Università Normale di Pechino coopera attivamente in questo progetto congiunto.
Gli obiettivi principali di questo progetto di ricerca sono (a) esplorare le condizioni per la graduale transizione dei sistemi urbani di interesse e delle loro aree metropolitane da uno stato di “business-as-usual” di gestione dei rifiuti e delle risorse in uno stato sostenibile di tecnologia ed economia circolare, (b) elaborare una tabella di marcia adeguata, ampliare i casi studio e sviluppare strumenti di monitoraggio e valutazione adeguati. Tale risultato, se raggiunto, servirebbe da esempio a molti sistemi urbani europei, cinesi e mondiali. Il risultato sarà perseguito anche attuando una collaborazione attiva con gli stakeholders locali, al fine di potenziare i processi decisionali partecipativi e prevenire i conflitti di accettazione. Ogni stakeholder all’interno del sistema urbano (singole, piccole o medie imprese, agenzie municipali) ha il potenziale per diventare un attore prezioso del network, per sviluppare tecnologie ed innovazione, per contribuire a generare prodotti con un valore aggiunto e per contribuire a nuovi posti di lavoro e generare introiti proficui.

Come sono integrati questi risultati nei programmi di sviluppo e trasformazione urbana in Cina? Quali sono le aree del Paese che sono state già incluse in questi programmi o che hanno sperimentato questo tipo di approccio o tecnologia?
In Cina sono stati sviluppati numerosi progetti di eco-città, tra cui Pechino, Shanghai, Tianjin e Dalian, i cui progetti di eco-città pilota mirano a studiare il potenziale di economia circolare in termini di uso efficiente delle risorse (ad es. intensità energetica per PIL e intensità dell’acqua pro capite), produzione di rifiuti urbani, trattamento e riciclo dei rifiuti (tasso di trattamento delle acque reflue, tasso di riutilizzo dei rifiuti solidi industriali).
I risultati mostrano importanti progressi dal 2005 al 2010 nelle quattro eco-città cinesi citate con le più alte riduzioni osservate negli indicatori di consumo di energia e acqua. I principali fattori di miglioramento delle prestazioni sono stati l’intervento del governo nei settori industriali ad alto consumo di sostanze inquinanti e di energia, mediante la delocalizzazione dell’industria pesante, l’introduzione di normative nei settori inquinanti e la maggiore disponibilità di tecnologie e attrezzature efficienti sotto il profilo energetico nelle quattro eco-città di cui sopra, rispetto ad altre città cinesi.

Quali sono gli interessi di una collaborazione scientifica con l’Italia in questo settore?
Napoli è il capoluogo della regione Campania e il terzo comune più grande d’Italia, dopo Roma e Milano. Napoli è composta da dieci diversi distretti amministrativi, che hanno alcune funzioni organizzative indipendenti (come il tipo di raccolta separata: porta a porta o porta al punto di raccolta). Napoli ha registrato la più alta produzione di rifiuti urbani nel 2011 nella regione Campania (1,46E+09 kg/anno), grazie all’elevata densità di popolazione e ai grandi flussi turistici.
I problemi ambientali dell’attuale sistema di gestione dei rifiuti hanno ricevuto grande attenzione, dopo che la città di Napoli e le province circostanti hanno lottato con la gestione dei rifiuti dalla metà degli anni ’90. Nonostante le recenti politiche di gestione dei rifiuti più mirate, l’emergenza smaltimento non è ancora stata completamente risolta. Allo stesso tempo l’attuazione di nuove discariche è stata contrastata dalla popolazione locale causando un forte conflitto sociale.
Le analisi politiche e scientifiche circa la crisi dei rifiuti indicano che la situazione di emergenza è stata creata da politiche e prassi inadeguate in materia di gestione dei rifiuti. Le attività illegali di smaltimento dei rifiuti erano notevolmente aumentate in quegli anni, diventando il principale motore della crisi dei rifiuti del 2008. Anche in conseguenza di questa crisi, la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia per applicazione tardiva e scorretta delle direttive sui rifiuti (direttiva sui rifiuti pericolosi e direttiva sulle discariche).
La proposta di una trasformazione in una “Napoli circolare” è anche, e principalmente, la proposta di abbandonare una situazione in cui i posti di lavoro e il reddito dipendono da un uso inadeguato delle risorse e talvolta da attività di gestione illegale e dal mercato dei rifiuti sotto il controllo della criminalità organizzata, verso un nuovo modello di business in cui la popolazione locale prende coscienza delle potenzialità di nuovi stili di vita e collabora allo sviluppo di modelli economici innovativi. Pertanto, ” Napoli circolare ” è anche una questione di progresso sociale, etico, comunitario e di giustizia. Il caso esempio in Italia può fornire un campione di successo alle città cinesi.

Quali pensa siano i punti di forza del progetto per quanto riguarda il percorso di crescita e le esperienze di studio e ricerca dei giovani studenti e ricercatori?
This project provides great opportunities to the young students and researchers to attend the international course and training, international internship and to pursue their own research ideas and lead a cooperated research. For instants, Prof. Sergio Ulgiait and I hosted the annual international course on Environmental Accounting and Management.

Questo progetto offre grandi opportunità ai giovani studenti e ricercatori di frequentare il corso internazionale e la formazione, lo stage internazionale e di perseguire le proprie idee di ricerca e di condurre una ricerca congiunta. Ad esempio, il Prof. Sergio Ulgiati ed io abbiamo organizzato il corso annuale internazionale di Contabilità e Gestione Ambientale.
In totale, più di 1000 studenti hanno partecipato al corso in modalità offline e più di 5000 studenti hanno partecipato in modalità online. Nel 2019, il Prof. Sergio Ulgiati, il Prof. Francesco Gonella ed io abbiamo organizzato uno stage internazionale in Italia, affiliato a questo progetto. Un gruppo di studenti della triennale ha visitato l’Università Parthenope di Napoli, l’Università Ca’Foscari di Venezia, la vetreria, l’impianto di trattamento delle acque reflue COGEI di Nocera Superiore a Salerno, il parco industriale WEEE Ri.Plastic e il Centro Legambiente per l’educazione ambientale di Potenza, dove hanno incontrato scienziati, studenti e operai coinvolti nella ricerca nell’ambito dell’economia circolare in Italia. Gli studenti hanno dimostrato grande entusiasmo soprattutto nel condividere esperienze con la controparte italiana, e nel rafforzare la loro conoscenza circa questioni complesse e importanti relative ai problemi di sostenibilità globale.