Jingyan Xue

Jingyan Xue, dottoranda della School of Environment della Beijing Normal University di Pechino, sta svolgendo un periodo di ricerca sui risvolti ambientali di pratiche circolari urbane presso l’Università Parthenope (fondi CSC-Parthenope, ottobre 2019-ottobre 2020)

In che modo il progetto “Analisi del metabolismo di conglomerati urbani e della strategia cooperativa dell’economia circolare” si integra con la Sua formazione alla ricerca?
In primis il mio modo di pensare l’economia circolare urbana si è perfezionato attraverso la lettura della letteratura pertinente e lo scambio di idee con i colleghi ricercatori. In secundis, poiché questo progetto necessita della costruzione di un modello di economia circolare urbana apposito, le capacità di costruire e programmare un modello attraverso il Vensim sono davvero migliorate.

Quali sono i Suoi contributi specifici alle attività di ricerca del progetto? Quali sono le possibili applicazioni di questa ricerca per il futuro?
Il mio apporto principale al progetto prevede lo sviluppo online di un calcolatore di economia circolare urbana per la città metropolitana di Napoli. Questo strumento è capace di creare scenari differenti come strumento di follow-up delle politiche sull’economia circolare, allo scopo di mostrare le possibili opportunità e benefici che queste politiche possono apportare alla vita urbana.

Durante il progetto sta portando avanti un periodo di ricerca in Italia. Come valuta la Sua esperienza italiana? Cosa ha portato alla sua formazione e sviluppo professionale?
Penso che l’esperienza italiana sia stata di grande valore per me. Il Prof. Ulgiati mi ha dato l’opportunità di partecipare a molte conferenze e lezioni rilevanti, di conoscere le ricerche più recenti sull’economia circolare, prendere contatti con altri ricercatori, scambiare idee e creare nuove amicizie! Queste esperienze hanno senz’altro migliorato le mie capacità linguistiche, professionali le mie conoscenze interculturali e hanno permesso di aprirmi a nuovi orizzonti globali, utili non solo per la mia esperienza di ricerca ma per la mia vita in generale.

Quali sono secondo Lei gli aspetti più interessanti del sistema italiano per una giovane ricercatrice cinese?
Preferirei usare una parola per descrivere l’aspetto più interessante del sistema italiano, ovvero “ponte”. Un “ponte” attraverso cui noi giovani ricercatori cinesi possiamo conoscere culture differenti, modi diversi di pensare, approfondire ricerche familiari e non; possiamo scambiare idee, risolvere problemi collaborando e allo stesso tempo divertendoci!

Lei è arrivata in Italia nel momento esatto dell’emergenza legata al Covid-19, come ha fronteggiato questo periodo?
Sebbene sia tornata in Cina prima dello scoppio dell’epidemia, con l’aiuto del Prof. Ulgiati sono ancora in contatto coi membri del gruppo, scambiandoci sempre idee, articoli, impressioni e sentimenti attraverso e-mail, Wechat e altri mezzi di comunicazione. Siamo rimasti sempre uniti.