Francesco Gonella

Francesco Gonella è Professore ordinario di Fisica presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha lavorato in varie Università in Canada, Stati Uniti, Giappone e Cina, dove tiene corsi presso l’Università Normale a Pechino. Si occupa di approcci sistemici alla sostenibilità integrata applicati allo studio di sistemi bio-ecologici e socio-economici.

Professore, qual è il ruolo più specifico della Ca’ Foscari nel progetto e quali sono i risultati attesi?
Forniamo competenze specifiche su come descrivere correttamente, attraverso modelli quantitativi, la complessità della sostenibilità su scala urbana. L’idea è quella di standardizzare dei metodi di studio delle dinamiche su scala urbana in grado anche di adattarsi alla descrizione di realtà molto diverse (ad esempio, Pechino e Venezia), ma che possono presentare configurazioni sistemiche analoghe in riferimento alla gestione di risorse.

Lei è esperto di sistemi e proprietà dei materiali, quali sono le tecnologie sulle quali lavorate per rispondere ai nuovi concetti dell’economia circolare?
In particolare, presso il mio gruppo abbiamo sviluppato e stiamo perfezionando modelli di sostenibilità urbana integrata basati sull’applicazione del pensiero sistemico, che ci metteranno in grado di creare dei simulatori dinamici dei flussi di risorse. Questo significa che ad esempio programmi di intervento infrastrutturale basati sull’economia circolare potranno essere studiati nelle loro dinamiche di funzionamento prima che vengano attivati interventi rilevanti.

Lei è stato uno dei primi esperti invitato nel programma di “Foreign Expert” presso l’Università Normale di Pechino, ci può dire se queste tematiche si trovino nell’agenda del governo cinese non solo nella ricerca ma anche nella pratica, con lo sviluppo di tecnologie pulite e di sistemi o materiali propriamente detti “circolari”?
Il governo cinese sta investendo moltissimo su queste tematiche. Questo significa che tutta la filiera interessata viene coinvolta, a partire dalla creazione di conoscenza per arrivare alla progettazione di utilizzo e alla realizzazione pratica. Quello che ho potuto apprezzare è l’idea che vi siano istanze “urgenti” da affrontare a cui va però affiancato lo sviluppo di una cultura specifica, più a lungo termine, che parte dall’istruzione superiore. E’ in quest’ottica che l’Università Normale di Pechino mi ha chiamato con il programma “Foreign Expert”.

Quali ritiene essere i punti di forza del progetto in merito al percorso di crescita e alle esperienze di studio e ricerca dei giovani studenti e ricercatori?
Il progetto è importante anche per le possibilità che offre di scambiare studenti e ricercatori, che entrano in contatto con realtà di ricerca strutturate in modo diverso ma che collaborano per un fine comune. E questo vale sia a livello di maturazione individuale, sia a livello di crescita sinergica della ricerca svolta assieme dai gruppi cinese e italiano.